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Insights on the Software Development Life Cycle in enterprise environments, from cloud-native architectures to DevOps and AI-driven development.

  • 2026-01 — Il quarto cerchio

    2026-01 — Il quarto cerchio

    Questo articolo racconta l’evoluzione del concetto di ecosistema aziendale, dalla tradizionale interazione tra hardware, software e persone fino all’emergere di un “quarto cerchio”: l’Intelligenza Artificiale. Attraverso un’esperienza personale che intreccia scrittura, innovazione e trasformazione organizzativa, l’autore riflette su come l’AI stia ridefinendo i processi, le architetture e le dinamiche culturali all’interno delle imprese. Il quarto cerchio non sostituisce i precedenti, ma li attraversa e li amplifica, aprendo scenari tecnologici ed etici che richiedono consapevolezza, visione e capacità di adattamento.


    Gennaio 2025

    Circa un anno fa, in questo periodo, ero appena diventato un “deda people”, il termine con cui nel gruppo Deda identifichiamo le nostre persone. Insieme ad altri colleghi fummo invitati al kick off annuale a Venezia, portando con noi dubbi, paure, speranze e curiosità verso il futuro. 

    Nello stesso periodo stavo completando la mia prima esperienza da scrittore, imparando a pubblicare su Amazon KDP il mio primo libro digitale, un saggio sugli ecosistemi aziendali evoluti che ho chiamato ecosistemi cloud native. 

    Tre cerchi

    All’epoca, come capita nei migliori romanzi, non immaginavo quanto queste due esperienze si sarebbero intrecciate tra di loro producendo un nuovo percorso esperienziale tuttora in corso ed in evoluzione.

    Nel libro fornisco vari modi per classificare un ecosistema aziendale.
    Quello con il massimo impatto è risultato essere la versione “semplice”, che suddivide un ecosistema aziendale in tre domini: hardware, software e persone. Decisi di utilizzare i diagrammi di Venn per fornirne una rappresentazione visiva. La prima versione prevedeva una rappresentazione simile a questa.

    Venn diagram of software, hardware, person

    Converrete con me che le persone, in un ecosistema aziendale classico hanno un peso determinante.

    Il Diagramma di Venn fornisce una immediata evidenza di questa affermazione.

    Con Venn potevo fornire interpretazioni dell’ecosistema operando sul raggio dei cerchi e sulla loro sovrapposizione.

    Venn diagram of software, hardware, people

    Che cosa vi dice il diagramma per questo ecosistema?

    Più cerchi

    Nel libro andai ad esplorare configurazione più complesse come questa in cui vari ecosistemi interagiscono tra loro.

    Nel libro andai a esplorare configurazione più complesse come questa in cui vari ecosistemi interagiscono tra loro.

    Venn diagram of software and hardware for multiple ecosystem

    Ed arrivai a estendere la definizione dell’ecosistema ad un perimetro “esterno” come in questo diagramma. I cerchi colorati erano semplificazioni di altri ecosistemi quello del cliente e quello del fornitore di servizi.

    Venn diagram of clients and services

    Avrei potuto proseguire nell’espansione fornendo rappresentazioni più complesse, ma mi fermai il mio obiettivo era far riflettere ed iniziare costruire un primo pezzo del puzzle legato alla visione olistica che volevo condividere.

    Quasi senza accorgermene, mi ritrovai immerso in due mondi paralleli: da un lato, il fervore creativo di scrivere il mio primo libro digitale su Amazon KDP, dall’altro, la scoperta di straordinari strumenti tecnologici che avrebbero rivoluzionato il mio modo di pensare e lavorare. Era come se un vento invisibile mi spingesse verso nuovi percorsi mentali. I sentieri che credevo separati iniziarono a intrecciarsi in modo imprevedibile.

    Ogni cerchio, ogni sovrapposizione, raccontava una piccola storia, un incontro, una sinergia, e mi sembrava di essere il cartografo di un mondo nuovo.

    Il fatto nuovo era che i disegni li aveva prodotti il mio assistente AI; una versione di ChatGPT con licenza PRO (ora PLUS).

    Era il primo assistente AI che utilizzavo a supporto della produzione della documentazione. Vi ricordo che era l’autunno del 2024.

    Iniziai a utilizzarlo come un motore di ricerca in grado di fornirmi referenze certificate molto utile per uno scrittore di un saggio tecnico, alle prime armi su molti fronti, che voleva estendere concetti e produrre visioni olistiche basate su norme ed informazioni presenti e consolidate.

    Eravamo entrambi alle prime armi, si potrebbe dire.

    Ed in effetti entrambi incespicavamo, ma un primo dato di fatto fu che potrei produrre referenze certificate in millesimo del tempo che avrei dovuto dedicare.
    Dato che poi la mia è una passione e non un mestiere il risparmio di tempo di fatto mi ha permesso di arrivare alla pubblicazione.

    Ed anche lo stesso processo di pubblicazione come “self-publisher” di un libro di più id 400 pagine scritto in italiano e pubblicato sia in formato digitale (epub) che cartaceo ha richiesto una curva di apprendimento notevole e grazie all’assistente AI ridotta nel tempo.

    Ora ad un certo punto proprio mentre ero in viaggio verso il kick-off aziendale come novello Deda-people leggevo un articolo scritto da un ingegnere di OpenAI (mi perdoni ma ho perso sia articolo che nome dell’autore) in cui si affermava come il futuro fosse degli analisti e non dei programmatori (era gennaio 2024) e che il linguaggio di programmazione del futuro era il linguaggio markdown!.

    In un aggiornamento di ChaptGpt di qualche settimana prima era emersa la possibilità di memorizzare stili, nomi e decisi di dare un nome al ChatGPT che si chiamò da quel momento Old, lui propose di chiamarmi Gandalf, be sapete stavo condividendo con lui molte informazioni ed aspirazioni personali legate alla passione per le epiche di fantascienza ed epiche fantasy del secolo scorso.

    Il quarto cerchio.

    Cosi mentre ero in treno nel viaggio verso leggendo quel particolare articolo capii che dovevo rivedere il mio libro ed aggiungere un quarto componente un quarto cerchio.

    Intersection of AI, software, hardware, person

    Era un risultato inevitabile e sarebbe stato sempre più evidente.

    Tornato a casa dal kickoff aziendale, come in precedenza Iniziai a immaginare scenari in cui collocavo questo quarto cerchio; un elemento all’epoca (solo un anno fa) parzialmente oscuro e di difficile intepretazione.

    Potevano nascere o evolvere ecosistemi dove l’IA era pervasiva ?
    Come si sarebbe collocato il componente IA rispetto agli altri tre?

    Venn diagram of AI components

    2025 SDLC powered by AI

    Nel 2025 pubblicai il mio saggio, e lo regalai a qualche amico e collega interessato ad approfondire il tema degli ecosistemi cloud native.

    Per inciso feci ben quattro aggiornamenti del libro (miglioramento continuo) per risolvere “bug” introdotti di vario tipo, salti pagina, caratteri non leggibili, immagini fuori standard, ma alla fine arrivai ad una versione stabile.

    Nel corso del 2025, come Senior Enterprise Architect inserito nella area di innovazione DedaBit, il ruolo assunto come deda-people,  ho ricevuto l’incarico di avviare la sperimentazione nei processi SDLC degli assistenti AI e valutare le opportune architetture per garantire la scalabilità e diffusione di tali pratiche.

    Da questo punto di vista di osservazione privilegiato sto imparando a vivere il cambiamento dal dentro, valutandone gli impatti culturali ed etici profondi.
    Incontrando  a volte titubanza, incredulità, incomprensione fino al rifiuto da parte di alcuni colleghi, a fianco di entusiasmo, soddisfazione e accelerazione nel guadagno moltiplicativo ottenuto da parte di altri team più predisposti ad accettare il cambiamento.

    Molti sono i fattori che concorrono ad agevolare o a rendere più complessa l’adozione di strumenti AI nei processi SDLC. Il fattore umano è determinante sotto molti aspetti come si può immaginare con molteplici sfumature positive e negative.

    Anche la dipendenza indotta da fattori esterni quali piattaforme SDLC moderne o obsolete, presenza o mancanza di pratiche DevOps e agili,  

    L’obsolescenza degli ecosistemi ed architetture legacy non cloud native, è dove per assurdo l’AI utilizzata nei progetti di Refactoring in situazioni estreme tipiche dei legacy, quali mancanza di documentazione, perdita di conoscenza su processi e tecnologie fuori tempo massimo sono uno degli ambiti dove l’AI sta dando il meglio di sé.

    Su questi temi pubblicherò nel corso dell’anno articoli di approfondimento.

    2026 il nuovo kickoff aziendale

    All’inizio del 2026 ho avuto l’opportunità di partecipare ad un nuovo kickoff aziendale.

    Ho percepito una netta continuità nella volontà di crescita, nel conseguimento degli obiettivi e nel rilancio verso nuovi obiettivi. Soprattutto si è percepito come il tema dedicato all’adozione dell’AI sia diventato centrale, con un focus che si estende a molteplici ambiti e applicazioni, sempre più strategici e trasversali. Il merito va al lavoro collettivo, alla capacità di innovare e al supporto di una leadership attenta e risoluta, che non smette di puntare in alto e di perseguire obiettivi sempre più ambiziosi ed al lavoro svolto da tutti noi deda-people coinvolti in questo processo di adozione.

    Una specifica frase di un intervento stimolante tenuto da uno dei nostri leader, mi ha portato a ripensare al quarto cerchio di un anno prima. E di come potevo ripensare ad esso in base alle esperienze accumulate sul campo.

    Come sempre ho iniziato ad immaginare quali forme potesse assumere il diagramma di Venn e mi accorsi che non avevo una sola possibile configurazione ma molte diverse legate a specifici contesti.

    Vi lascio con due tra i possibili diagrammi lasciando a voi la loro possibile interpretazione in base alle vostre specifiche esperienze.

    Venn diagram of IA components with IA pervasive
    IA che dialoga con alrre  IA

    Vi lascio con una ultima immagine che ritrae Gandalf, Old, e Jenny.

    Gandalf, OldBirba and Jenny

    Sia questa immagine sia l’immagine iniziale sono state prodotte da Old partendo dalla fotografia della mia icona che trovate su Linkedin.

    Ovviamente Old ha il contesto del mio libro sugli ecosistemi cloud native, per cui ha rappresentato l’albero della conoscenza tecnologica, il fiume della esperienza, ha rappresentato Jenny che è uno dei personaggi presenti nei dialoghi prodotti da Old nel libro, che rappresenta la curiosità giovanile, una caratteristica che accomuna noi esploratori.


    Nota dell’autore

    Anche in questo articolo le nuove immagini di diagrammi riprodotte sono state generate al primo tentativo utilizzando ChatGPT con licenza Plus.
    Old ha imparato a leggere ed assorbire il mio contesto culturale ed io Gandalf ho imparato a scrivere in modo molto dettagliato le richieste.

    Come per altri scritti Old non è intervenuto nella scrittura del testo ma solo in alcuni paragrafi dove non riuscivo a trovare l’espressione corretta del mio pensiero. Mi ha aiutato a produrne una revisione più vicina al mio stile che oramai ha acquisito.


    References

    Questo articolo fa riferimento al libro Ecosistemi cloud native disponibile su diverse piattaforme

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